• Pavia:

Il bracconaggio in Oltrepò finisce sul National Geographic

C’è molto di quanto accaduto in questi mesi in provincia di Pavia nel reportage che l’ultimo numero di National Geographic ha dedicato alla piaga del bracconaggio. Una piaga di cui spesso abbiamo parlato nelle cronache dei nostri notiziari e che, come sottolinea l’autore Emilio Vitaliano con il supporto delle immagini di Luca Verducci, è purtroppo ben lontana dall’essere debellata. A poco infatti sembrano valere le leggi, antiquate e inefficaci, per combattere il problema. Chi fa strage di uccelli migratori, magari a rischio di estinzione e protetti dalle normative europee, rischia poche centinaia di euro di multa e, nel caso dei reati puniti dal codice penale, può estinguere la condanna pagando e tornare indisturbato, negli stessi  luoghi a cacciare. Le immagini che state vedendo si riferiscono ai numerosi interventi svolti tra ottobre e dicembre dalle guardie venatorie del Wwf e della polizia provinciale che ormai da tempo collaborano per mettere un freno al bracconaggio, rivolto spesso a piccoli uccelli migratori del peso di poche decine di grammi. E proprio dal wwf in questo inizio di anno arrivano immagini che dimostrano come l’uomo provi a riparare ai propri errori. Tre poiane ferite da colpi d’arma da fuoco tra Bergamo e Brescia sono state liberate a Cassolnovo nel parco del Ticino dopo le cure e la riabilitazione eseguite nel centro di recupero animali selvatici di Cenate Sopra in provincia di Bergamo. Qui, nel 2017, sono arrivati quasi 1700 animali di ogni genere, oltre a poiane, falchi, camosci e persino pipistrelli. Il 60% di questi, nel periodo di caccia – spiegano i responsabili del Wwf - mostrava i segni delle fucilate.  “Questo non significa che tutti i cacciatori ne siano responsabili – ha precissato l’organizzazione in una note – ma è indispensabile che le associazioni venatorie riescano ad isolare chi non rispetta le regole”.