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Vincenzo, il cuoco del Vesuvio in Oltrepò per reinventare la tradizione

Santa Maria della Versa. Dalle pendici del Vesuvio per provare a reinventare la cucina dell’Oltrepò. Vincenzo Agrillo, 28 anni, quasi la metà trascorsi ai fornelli in giro per l’Italia e il mondo, per uno strano arzigogolo del destino, alcuni mesi fa è approdato tra le colline di Santa Maria della Versa ed è rimasto stregato dal fascino dell’alta valle.

Napoli, Ginevra, Milano, Maldive. Fuori dalla finestra della cucina del ristorante non c’è il vulcano o la metropoli, solo il mare, verde, dei vigneti di moscato e di pinot, cuore della prima area d’Italia per la produzione di queste uve. E così Vincenzo ha deciso di fermarsi, ma non da solo, con lui è arrivata anche al compagna, con cui aveva già condiviso esperienze di lavoro e che si occupa di accogliere chi arriva in località Sasseo di Santa Maria per scoprire questo affascinante scorcio di provincia pavese.

 

 

Voghera, la rete (invisibile) che protegge gli acrobati

Voghera. Il medico Giansisto Garavelli, 55 anni, in servizio al Serd di Voghera (Asst Pavia), da quando era un bambino è innamorato del mondo del circo. Dopo una visita quasi casuale a Nando Orfei è diventato un punto di riferimento per i circensi di tutta Italia che spesso finiscono per essere curati negli ospedali pavesi. Negli ultimi anni molti sono stati ricoverati tra Voghera, Stradella e Pavia, molti altri sono stati seguiti a distanza grazie alla rete creata dal dottore.  "Anche se hanno un medico di base, essendo itineranti per definizione, molti non l'hanno nemmeno mai visto. E così mi prendo cura di loro, direttamente o aiutandoli a trovare assistenza ovunque si trovino". Lo scorso anno a Roma l'Ente nazionale circhi gli ha conferito, unico caso in Italia, una laurea ad honorem come "medico archiatro circense". Con Garavelli, l'amico di infanzia Matteo Maimone, geometra, anche lui di Castelnuovo Scrivia (AL), supporta i circhi per le necessità tecniche e logistiche.