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Arrivano i boy scout: dal Belgio a Broni per ripulire i sentieri di Recoaro

Broni. Voi ci ospitate sul territorio e noi ci sdebitiamo con alcuni lavori di pubblica utilità. Suona più o meno così il motto degli scout belgi arrivati a Broni nei giorni scorsi. Sono una quarantina tra i 16 e 18 anni, oltre a una decina più grandi tra capi scout e addetti alle cucine. E dopo aver piantato le tende nei pressi delle fonti di Recoaro, in perfetto stile scout, si sono armati di rastrelli, badili e falcetti e si sono messi a ripulire i sentieri storici nei boschi che collegano Broni a Canneto Pavese, che dovrebbero costituire l’ossatura del nuovo parco locale "Valli di Recoaro", da poco riconosciuto da Regione Lombardia. Li abbiamo incontrati.

L’uomo che coltiva un cuore sulla collina (e aiuta i bambini)

Canneto Pavese. È un ex infermiere in pensione, ha 70 anni e coltiva un...cuore a Canneto Pavese. Stefano Rossi ha iniziato 4 anni fa, mentre tagliava l'erba nel suo terreno. Fu allora che tracciò, quasi per caso, una grande aiuola a forma di cuore in un campo dove un tempo c'era un vigneto, sulla provinciale che dalla Val Versa sale in paese. Poi, per gioco, prese delle grandi lettere bianche e fece i primi auguri in occasione del compleanno di uno dei suoi famigliari.

Una mamma di Stradella che passava di là vide la grande bacheca a cielo aperto e pensò che sarebbe potuta essere una bella idea per fare, anche lei, il buon compleanno alla sua bambina di 3 anni. Lui accetta subito ma non vuole soldi, lei insiste per pagare il disturbo. Così Stefano raccoglie la prima offerta di 50 euro e la devolve alla scuola materna del Canneto, sempre bisognosa come quasi tutte le scuole pubbliche anche di generi di prima necessità. La voce si sparge e in 2 anni Stefano raccoglie oltre 3500 euro, che finiscono tutti per aiutare i bambini dell'asilo. Dal settembre scorso ne ha raccolti altri 1500, grazie ai quali un centinaio di alunni delle elementari ha potuto accedere a un corso di inglese.

Tra un compleanno, una nascita e un anniversario, Stefano non dimentica di celebrare le feste civili e religiose e di dedicare messaggi, come quello rivolto a quegli insolenti che un giorno gli hanno letteralmente, spezzato il cuore o come l’ultimo, che ha commosso tutti, il suo saluto all’indimenticato ristoratore Bruno Bazzini, recentemente scomparso.

Il nonno di Voghera raccoglie tremila firme per il monumento ai carabinieri

Più di tremila firme per il monumento ai carabinieri. Se c’è una cosa che non manca a Guido Schiavo, il nonno giardiniere di Voghera, è la tenacia. La salute, quella, a 90 anni quasi suonati e dopo una vita di lavoro e sacrifici, è quella che è. Ma lui non molla. E se dice una cosa, può cascare il mondo che la fa. Aveva promesso di raccogliere le firme per richiedere un monumento all’arma dei carabinieri, a cui lui ha dedicato la vita, e l’ha fatto: ne ha raccolte 3252, molte delle quali a Voghera, ma non solo, alcune persino a Salerno.

Vincenzo, il cuoco del Vesuvio in Oltrepò per reinventare la tradizione

Santa Maria della Versa. Dalle pendici del Vesuvio per provare a reinventare la cucina dell’Oltrepò. Vincenzo Agrillo, 28 anni, quasi la metà trascorsi ai fornelli in giro per l’Italia e il mondo, per uno strano arzigogolo del destino, alcuni mesi fa è approdato tra le colline di Santa Maria della Versa ed è rimasto stregato dal fascino dell’alta valle.

Napoli, Ginevra, Milano, Maldive. Fuori dalla finestra della cucina del ristorante non c’è il vulcano o la metropoli, solo il mare, verde, dei vigneti di moscato e di pinot, cuore della prima area d’Italia per la produzione di queste uve. E così Vincenzo ha deciso di fermarsi, ma non da solo, con lui è arrivata anche al compagna, con cui aveva già condiviso esperienze di lavoro e che si occupa di accogliere chi arriva in località Sasseo di Santa Maria per scoprire questo affascinante scorcio di provincia pavese.