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Shanda’s river, il secondo film di Marco Rosson colleziona premi negli States

Voghera. Una ricercatrice americana che arriva a Voghera per studiare la storia di una strega, uccisa secoli fa nei pressi di un torrente che poi ha preso il suo nome, Shanda. E finisce intrappolata in un sortilegio che la costringe a rivivere per sempre lo stesso giorno, in cui viene assassinata. Shanda’s river, film horror low budget firmato dal regista vogherese Marco Rosson, è tutto, si fa per dire, qui. Perché quella del loop temporale che si ripete ossessivamente, è la gabbia di tutta la narrazione. Un artificio narrativo che, in realtà, prende spunto – osserva il regista – da una commedia, Ricomincio da capo di Harold Ramis, dove il meteorologo Bill Murray, inviato in una piccola città della Pennsylvania, si ritrova a rivivere continuamente lo stesso giorno, ma che, nel film diretto dal giovane regista di Voghera e scritto da Nicola Pizzi, prende la piega irreversibile dell’incubo. Il lungometraggio, durata 90 minuti, ha vinto decine di premi negli Stati Uniti.