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Brallo, defibrillatore guasto: l’autopsia dirà se il 51enne poteva essere salvato

Brallo di Pregola. Dopo la tragedia, la rabbia. Per quel defibrillatore che, forse, avrebbe potuto salvare la vita a Daniele. E invece era guasto. Per questo la procura di Pavia ha disposto l’autopsia per capire se, con un macchinario funzionante, l’uomo sarebbe riuscito a superare la crisi cardiaca che gli è stata fatale. Intanto, l’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), responsabile del defibrillatore, fa sapere di aver avviato un’inchiesta interna per capire il perché non ci sia stata la dovuta manutenzione.

È quanto accade a Brallo di Pregola, dove Daniele Gatti, commerciante di abbigliamento di 51 anni con negozi in paese e a Voghera, domenica pomeriggio è morto a seguito di un malore improvviso. Fra i primi ad accorrere in aiuto dell’uomo anche il sindaco Christos Chlapanidas che, dopo aver constatato che l’apparecchio attaccato al muro del municipio non funzionava, è andato a chiederne uno al centro sportivo federale. Quando è tornato ormai era troppo tardi. Tra l’altro, il caso ha voluto che il primo a soccorrere Gatti fosse un esperto nell’utilizzo di questi apparecchi, un 49enne di Piacenza istruttore di Blsd, la riabilitazione cardio-polmonare mediante il defibrillatore. È stato lui stesso, insieme al sindaco, a confermare che il macchinario aveva le batterie scariche. Il massaggio cardiaco manuale non è bastato e all’arrivo del 118 per Gatti era ormai troppo tardi.

La morte del commerciante ha destato grande cordoglio in tutto l’Oltrepò, dove, per la sua attività e non solo, era molto conosciuto. Ma ora la tragica vicenda assume contorni inquietanti. Se il defibrillatore non fosse stato guasto Daniele sarebbe ancora qui? La domanda che assilla i famigliari e i tanti amici potrebbe trovare presto una risposta grazie all’autopsia.