• Pavia:

Mortara, i baby bulli chiedono il rito abbreviato

Le accuse sono pesantissime: violenza sessuale, riduzione in schiavitù, pornografia minorile, stato di incapacità procurato mediante violenza e violenza privata ai danni di minore. Si è aperto oggi a Pavia il processo a carico dei quattro baby bulli di Mortara che per mesi torturarono e seviziarono un loro compagno di scuola. Tutti gli imputati hanno chiesto di venire giudicati con rito abbreviato, che consente uno sconto di pena, e il processo è stato quindi rinviato all'11 gennaio. I ragazzini erano stati arrestati nel marzo di quest'anno, a seguito di un'attenta quanto delicata indagine dei carabinieri. Il branco sottoponeva a continue umiliazioni il quindicenne, che in un'occasione era stato incatenato e portato in giro per le strade di Mortara, come un cane al guinzaglio, e in un'altra costretto a spogliarsi davanti a tutti, in una zona isolata in aperta campagna, e poi violentato. Le immagini delle loro sevizie finivano poi su internet: foto e video venivano diffusi anche su Whatsapp e Instagram, trofei da esibire agli altri compagni, come se fosse solo un gioco. Quelle immagini erano però finite in mano ai carabinieri del comando di Vigevano che avevano agito in tempi rapidi. I quattro aguzzini, tre di quindici e uno di quattordici anni, erano stati prelevati dalle loro abitazioni e condotti in carcere al Beccaria di Milano. Nel giugno scorso erano stati scarcerati e trasferiti in comunità, una decisione arrivata al termine del percorso educativo iniziato proprio nell’istituto penitenziario per minorenni. Ora però dovranno affrontare il processo che rischia di concludersi con condanne pesantissime.