• Pavia:

Gomorra Vigevano 2, chiedono il rito abbreviato 14 imputati

Entra nel vivo il procedimento giudiziario relativo all’inchiesta “Cave Canem 2”, la seconda parte della vicenda sulla Gomorra vigevanese portata allo scoperto dall’operazione dei carabinieri della compagnia guidata dal comandante Rocco Papaleo nello scorso mese di marzo. Droga a fiumi, spacciata in gran parte in alcuni noti locali della movida cittadina. Un giro da cinque chili di cocaina e due chili di marijuana al mese, per cifre da capogiro. 14 gli imputati, tutti hanno chiesto il rito abbreviato. Per quattro di loro il processo è già iniziato, dato che le difese avevano chiesto l’ascolto immediato di alcuni testimoni. L’udienza è stata rinviata al prossimo 24 ottobre, la stessa data in cui partirà il processo per gli altri dieci imputati. Già in quel giorno si potranno con tutta probabilità conoscere le richieste di pena dell’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Paolo Mazza. La sentenza dovrebbe arrivare all’inizio del prossimo anno. L’inchiesta è un filone della maxi operazione “Cave Canem”, che ha visto lo scorso giugno l’emissione di condanne per quasi cento anni di carcere nei confronti di 18 imputati. L’indagine principale si riferiva a un’associazione criminale che aveva lo scopo di prendere possesso della città di Vigevano tramite intimidazioni e attentati incendiari, finanziandosi in parte con furti e rapine che servivano per comprare armi al mercato nero. Il traffico di droga, su cui si concentra invece “Cave Canem 2”, era l’altro grande sistema di approvvigionamento dell’organizzazione. Lo stupefacente, come dimostrato dai carabinieri, veniva nascosto ricavando dei contenitori interni alle bottiglie di bibite, che venivano poi nascoste in mezzo alla normale merce in vendita nei locali.