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Fallimento “Botto Fila”: chiesta l’archiviazione per Stefano Gorgoni

E’stata chiesta l’archiviazione per il commercialista pavese Stefano Gorgoni, raggiunto da un avviso di garanzia per bancarotta lo scorso mese di aprile. La vicenda riguarda il fallimento della Botto Fila, azienda di abbigliamento biellese con un secolo di attività alle spalle. Gorgoni, conosciuto a Pavia anche per la sua attività politica come consigliere comunale nella lista civica Cittadini per Depaoli, era stato infatti nominato nel collegio sindacale nel marzo del 2012 ma già l’anno successivo, con il crac ormai inevitabile, erano stati gli stessi amministratori a chiedere il fallimento dell’azienda.

I fatti contestati, come evidenziato subito dallo stesso Gorgoni, riguardavano però eventi da contestualizzare prima del suo arrivo in azienda. La Botto Fila, che oggi fa parte di un polo composto da diversi marchi, era localizzata nel distretto tessile di Biella e, prima del fallimento del 2013, contava quasi 300 dipendenti. L’analisi dei conti aveva costretto l’allora amministratore unico alla dichiarazione di fallimento in proprio, ufficializzato successivamente dal Tribunale di Biella il 12 novembre del 2013. Nella richiesta di archiviazione il Procuratore della Repubblica di Torino ha ridimensionato notevolmente le accuse nei confronti degli 11 indagati, ritenendoli non responsabili.

Nel documento si evince come le loro deposizioni siano state molto utili a spiegare la reale situazione dell’azienda, diversa da quella descritta dal curatore. Utilissima è stata ritenuta anche la testimonianza di Gorgoni per il quale il pm ha chiesto l’archiviazione assieme agli altri dieci indagati.