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Pavia, Furini contro Galazzo: “Ha lasciato il PD, molli anche l’assessorato”

"Porrò il problema di Galazzo, che è andato via dal Pd, e che il Pd continua a sostenere come assessore. Fa da gregario a uno di un altro partito. I conti non mi tornano". Il consigliere del Pd Luigi Furini è pronto all’affondo decisivo sul caso dell’assessore alla Cultura Galazzo, eletto con il Partito Democratico nel 2014 e passato, nei mesi scorsi, nel Movimento dei Democratici e Progressisti; il cosiddetto gruppo scissionista. Già in sede di rimpasto più di un consigliere aveva chiesto, invano, al sindaco la sua rimozione ma la scelta del partito di piazzare Sergio Maggi come assessore ombra alla Cultura la dice lunga sui rapporti tra il Pd e Galazzo.

Nelle ultime ore è stato Luigi Furini a tornare alla carica, annunciando la volontà di sollevare di nuovo il caso nell’assemblea convocata per lunedì 31. E proprio in quella sede Furini lancerà la sua candidatura alla guida dell’assessorato. "Non voglio tirarmela e non voglio fare il gradasso ma penso di avere comunque i titoli per fare l'assessore alla Cultura. Ho visto tante città, ho visto tante programmazioni culturali, di altro e alto livello rispetto a Pavia, e quindi ho qualcosa da dire. Mi sembra - ha continuato Furini - che siamo proprio messi male: tra i Fio dal nebia e i Pink Floyd c'è una via di mezzo.."

Esiste quindi un problema politico ma vi è anche una gestione, considerata deficitaria da Furini, dell'assessorato. Una questione delicata su cui il Pd, almeno per ora, preferisce il “no comment”. Una nuova grana per il sindaco Depaoli che, una volta ufficializzato il rimpasto, pensava di aver archiviato, almeno per un po’, i dissidi interni. "Ma io pongo prima di tutto un problema di tipo politico - ha ribadito Furini - perchè Galazzo se n'è andato dal Pd. Scelta legittima, per carità, però è rimasto assessore alla Cultura e il partito gli fa da porta acqua. Hai mai visto il Tour de France i corridori portare la borraccia a uno di un'altra squadra?".