• Pavia:

Processo Bozzole, l’imputato Savu non si presenta a testimoniare

Tutti lo aspettavano, ma alla fine non si è presentato. Flavius Savu è il grande assente dell’udienza del processo sui presunti ricatti di natura sessuale ai danni dell’ex rettore del Santuario delle Bozzole don Gregorio Vitali. Assieme al complice Florian Tanasie (da tempo irreperibile), l’imputato era chiamato al banco dei testimoni ma, seppure fosse rimasto d’accordo con l’avvocato fino all’ultimo che si sarebbe sottoposto alla domande di accusa e difesa, alla fine non è arrivato. Il pubblico ministero ha così chiesto che vengano messi agli atti le dichiarazioni rese negli interrogatori effettuati subito dopo l’arresto, nell’estate del 2014. Savu, a questo punto, potrà soltanto rendere dichiarazioni spontanee alla fine del processo. Le attenzioni si sono così spostate sui due unici testimoni presenti. Da una parte l’avvocato Massimo Lovati, a cui padre Gregorio si era rivolto per ottenere delle ricevute che comprovassero che l’ex rettore del Santuario avesse dato dei soldi a Savu. Accadde in due occasioni, ma le elargizioni furono motivate come atto di carità a una famiglia indigente, e quindi difficilmente potranno avere rilevanza all’interno del procedimento. Ha suscitato invece dei dubbi la deposizione di Aristidis Theodoridis, 25enne di Vigevano, giocatore di Poker professionista. La corte si è infatti riservata di valutare se procedere nei suoi confronti per falsa testimonianza. Amico di Savu all’epoca dei fatti, Theodoridis rivelò in un interrogatorio ai carabinieri che l’imputato gli aveva proposto di prostituirsi per avere un rapporto orale con un sacerdote del milanese, e che in seguito Savu gli chiese anche se in alternativa potesse cercare qualcuno disposto a farlo, promettendogli una percentuale sull’ipotetico guadagno. Circostanza che Theodoridis ha in parte sostenuto di non ricordare e ha in parte minimizzato sostenendo si trattasse di uno scherzo. Parole che però non hanno per niente convinto la corte, che potrebbe a questo punto decidere di procedere nei suoi confronti. Il processo riprenderà il 27 di settembre: in quella data verranno sentiti alcuni testimoni, fra cui il maresciallo Giuseppe Moriglia, che all’epoca dei fatti era il comandante dei carabinieri di Garlasco.  A novembre, probabilmente, le arringhe degli avvocati con la sentenza che potrebbe arrivare nei primi mesi del nuovo anno.