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Pavia, tra Depaoli e il Pd tira una brutta aria…

Il clima è bollente in casa Pd e l’aria - di rivoluzione - invocata a colpi di ventaglio riassume un’intera serata. In una sala, il consiglio comunale riunito a parlare di questioni amministrative, in quella attigua la segretaria del partito a discutere del futuro politico di sindaco e giunta. Scene mai viste, insommaCosì vicini eppure così lontani, almeno nelle idee.

Perché il muro contro muro tra Pd e sindaco sembra ormai insuperabile. Da un lato Depaoli resta fermo sulla sua idea di rimpasto, con una sola possibile variazione: Agenda 21 ad Ilaria Cristiani oppure il Pums a Giuliano Ruffinazzi. Dall’altro il partito chiede l’ingresso di Giovanni Magni alla Mobilità. Due strade che corrono parallele. Nelle prossime ore commissari e sindaco si vedranno di nuovo e poi si passerà all’ufficializzazione, con o senza l’appoggio del partito.

E non sembra essere servito nemmeno l’intervento del segretario regionale Alessandro Alfieri. Ieri, a Pavia, ha incontrato in gran segreto Depaoli e i vertici del partito, invocando una tregua armata. Il sindaco avrebbe spiegato che "la linea del segretario cittadino Calabrò non rappresenta tutti" e che, ad ogni modo, i consiglieri comunali sono dalla sua parte. Un’affermazione, quest’ultima, rifutata in serata dai membri della segreteria riuniti al Mezzabarba: "Depaoli ha dalla sua solo una decina di consiglieri, ovvero quelli che hanno partecipato alla riunione di lunedì scorso". Posizioni rigide che non promettono nulla di buono.Il clima è bollente in casa PD e non basterà un colpo di ventaglio a rasserenare gli animi.