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Poma con Gori a Varese: “Regionali? Prematuro parlarne ora”

C’era anche Vittorio Poma tra gli amministratori locali del Pd convocati a Varese per lanciare il "Comitato del Sì" al referendum regionale per l’autonomia della Lombardia. Ma la notizia è la contemporanea presenza a Villa Mirabello del Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, candidato designato dal centrosinistra per le prossime elezioni regionali. Insomma, sullo sfondo del referendum, Gori ha mosso i suoi primi passi ufficiali. Non a caso, vorrebbe creare una lista civica composta da amministratori locali. L’occasione per parlarne anche a Vittorio Poma, il cui nome è da diverse settimane accostato alla lista di centrosinistra per le prossime regionali.

Lui, per il momento però, prende tempo. "E' prematuro parlarne, per ora non mi è stato chiesto e nemmeno proposto" ha risposto - sorridendo - Poma, preferendo concentrarsi sull'attività in Piazza Italia: "in questo momento sono motivato a proseguire il mio lavoro come Presidente della Provincia. Sto cercando, in mezzo a mille difficoltà, di approvare il bilancio. Lo devo al mio territorio e ai tanti amministratori che hanno avuto fiducia in me".

Eppure la presenza di Poma a Villa Mirabello non è passata inosservata. La sua candidatura in regione con Gori, del resto, è molto più di una semplice voce di corridoio. Ma al di là delle indiscrezioni politiche, centrale è stato anche il tema dell’incontro: la necessità di garantire maggiore autonomia alla Lombardia. Una questione, trasversale a tutti gli schieramenti, che Poma inquadra così: "Maggiore indipendenza significa avere anche più strumenti di lavoro. Significa, nelle condizioni in cui si trovano le province, avere maggiori certezze in ordine alle risorse e alla possibilità di approvare i bilanci, effettuando così investimenti. Significa anche chiedersi (una volta che il referendum avrà espresso un voto favorevole) quali strumenti possiamo realmente ottenere perchè tutto questo sia praticabile".

 

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