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Tasse universitarie, rivoluzione a Pavia

Esenzione fino a 23 mila euro di Isee e riduzioni anche per chi è sotto i 72 mila euro. Il cda dell'Università di Pavia lancia un nuovo, rivoluzionario modello contributivo: il 30% degli studenti non pagherà più le tasse per l'iscrizione ai corsi, si parla di oltre 6 mila studenti. Altri 8 mila ragazzi vedranno ridotte le imposte, mentre il contributo aumenterà per le fasce più alte: gli studenti con un reddito superiore ai 75 mila euro pagheranno circa 400 euro in più all'anno. "Una scelta" ha spiegato il rettore Fabio Rugge "che rende più accessibile il nostro ateneo. Abbiamo deciso spingere verso l’alto il punto di incontro tra inclusione e merito, per avere un'università aperta a tutti". La decisione dell'ateneo pavese arriva come risposta a un'indicazione della Legge di stabilità che chiede alle singole università la riduzione dei contributi per chi è più svantaggiato economicamente e la tutela degli studenti che non sono fuoricorso. L'Udu, il coordinamento per il diritto allo studio, ha espresso soddisfazione per il nuovo modello contributivo, ricordando però che rimane ancora aperta la questione dello sforamento del 20%. In pratica il totale delle tasse versate dagli studenti non può superare il 20% del Fondo di finanziamento ordinario che lo Stato garantiva annualmente ai diversi atenei, ma in più di un'università, compresa Pavia, questo parametro non è stato rispettato.