• Pavia:

Furti dagli oleodotti, i carabinieri arrestano 14 persone

Erano professionisti: tecnici che lavoravano nell'ex Unione Sovietica o ex dipendenti di società petrolifere dell'Est Europa. Negli ultimi due anni, secondo gli investigatori, sarebbero riusciti a trafugare decine di migliaia di litri di carburante. A smantellare
quella che era una vera e propria organizzazione criminale, con tanto di basi logistiche in provincia di Pavia, ci hanno pensato i carabinieri che nelle scorse settimane hanno arrestato 14 persone, quasi tutte di origine lettone. Tra i capi c'era però anche un
italiano, pregiudicato, che faceva da intermediario. I membri di "questa banda del buco" utilizzavano equipaggiamenti anche molto sofisticati, dai droni -usati per fare rilievi dei terreni da colpire- alle trivelle industriali, che servivano a perforare i tubi. Una volta individuato l'obiettivo, i ladri cercavano case o capannoni nelle vicinanze, li affittavano e iniziavano a scavare dei veri e propri tunnel con i quali raggiungevano gli oleodotti. I militari hanno smantellato sette impianti abusivi, quattro tra il piacentino e l'alessandrino e tre in provincia di Pavia, a Tromello, Castello d'Agogna e Certosa. Per trasportare il gasolio rubato, la banda utilizzava due camion frigoriferi riconvertiti a cisterne. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati circa 15 mila litri di carburante, oltre a tubi, maniglie, valvole e tutto l'occorrente per lo stoccaggio. I carabinieri hanno trovato anche seimila euro in contanti, diversi smartphone e decine di sim card. Gli investigatori stanno ora lavorando per rintracciare gli ultimi 4 membri della banda, tuttora latitanti, e per capire in che modo venisse reinvesti i soldi guadagnati dai furti: il bottino complessivo
potrebbe aggirarsi sulle centinaia di migliaia di euro.