• Pavia:

Delitto di Garlasco, Alberto Stasi chiede la revoca della sentenza

L'ultimo passo è il ricorso straordinario in Cassazione per chiedere la revoca della sentenza a 16 anni di carcere. Alberto Stasi, condannato come unico autore dell'omicidio di Chiara Poggi, chiede un "equo processo" e punta il dito su un errore di fatto che avrebbe limitato il diritto di difesa. Stasi si appella all'articolo 117 della Costituzione e alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Nell'istanza, lunga una quarantina di pagine, è lo stesso 34enne a chiedere la revoca della sentenza, sostenendo che i giudici della corte d'Appello dovevano riascoltare i testimoni sentiti come fonti di prova in primo grado. Proprio questa mancanza avrebbe portato a una condanna "frutto di un processo non equo". Un "errore" che avrebbe inciso "in maniera determinante" sulla decisione e che ha avuto "ripercussioni drammatiche" sulla vita di Alberto, oggi detenuto nel carcere milanese di Bollate. Oltre a
questo, nel ricorso si citano anche le presunte "sviste" sulle prove raccolte dai periti nel corso delle indagini. Stasi era stato condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco il 12 dicembre del 2015: nel caso venisse accolto il ricorso, il 34enne potrebbe tornare libero fino alla nuova decisione definitiva, tema su cui però non può decidere direttamente la Suprema Corte. Per Gian Luigi Tizzoni, il legale della famiglia Poggi, si tratta di un ricorso "inammissibile", perchè la stessa difesa non aveva chiesto di risentire i testimoni davanti ai giudici della corte d'Appello. La prima sezione della Cassazione ha fissato l'udienza per il prossimo 27 giugno.