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Inchiesta vino Terre Oltrepo: sequestri preventivi per 7 milioni agli ex manager

Milano. Sequestri preventivi per oltre 26 milioni di euro (complessivi) per un danno accertato, tra sanzioni della Repressione frodi, compensi "in nero" e distrazioni di denaro, che ammonterebbe ad oggi a 6.682mila euro.

La sentenza del Tribunale delle imprese di Milano è stata notificata oggi all'ex direttore della cantina sociale Terre d’Oltrepò Livio Cagnoni, alla segretaria Piercarla Germani e ad altri 3 componenti del consiglio di amministrazione: l’ex presidente Antonio Mangiarotti, Perluigi Casella e Graziano Faravelli. La pronuncia del giudice - avverso la quale è lecito attendersi un ricorso degli interessati - fa seguito alla "azione di responsabilità" richiesta dalla nuova gestione guidata dal presidente Andrea Giorgi, messa ai voti il giorno dell’insediamento e poi definita in occasione della votazione del bilancio a fine 2016.

Si tratta, in pratica, di pignoramenti preventivi alla luce dei risultati delle indagini e delle dichiarazioni rese dagli stessi imputati nel procedimento giudiziario tuttora in corso. Beni immobili e mobili, conti correnti, crediti, partecipazioni azionarie, tutto secondo il giudice Marianna Galioto potrà essere oggetto di sequestro preventivo, fino a garantire la cifra di 6.682mila euro, in proporzione variabile tra gli ex amministratori coinvolti. Secondo gli inquirenti a questa cifra si arriverebbe sommando ammanchi, multe e compensi occulti, come quelli che sarebbero stati corrisposti all'ex presidente Mangiarotti per 160mila euro all’anno, i famigerati 250mila euro in contanti trovati in una borsa in casa della segretaria, i 370mila a favore di Cagnoni o, ancora, i 150mila spesi per varie questioni personali sempre dall’ex direttore. Le sanzioni, ad oggi, ammontano ad oltre 4 milioni di euro.