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Rapinavano i corrieri delle slot, sgominata banda di 11 persone con base in bassa Lomellina

Una banda di undici persone specializzata nelle rapine ai corrieri delle videoslot è stata sgominata dalla compagnia carabinieri di Vigevano. Avevano colpito nelle province di Pavia, Milano, Lodi, Cremona, Piacenza e Alessandria. Quattro erano gli esecutori materiali, gli altri fiancheggiatori. Preparavano i colpi con cura, seguendo i loro obiettivi sul territorio per vedere come lavoravano e con lunghi appostamenti davanti alle sedi di un istituto di vigilanza di Piacenza (dove c’era il caveau in cui venivano depositati gli incassi) e di una società di noleggio di videoslot di Pavia.

La rapina-tipo consisteva nello speronare l’auto di servizio del corriere o della guardia giurata che trasportava gli incassi delle macchinette, minacciando il malcapitato puntandogli una pistola e portando via la vettura. Una volta in zona sicura, la banda si intascava i soldi e bruciava il mezzo della società di vigilanza per non lasciare tracce. Quattro le rapine di questo genere tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, tre andate a segno e una fallita. In altri due casi, invece, la banda aveva aspettato una sosta del corriere per andare a rubare la sacca degli incassi nell’auto parcheggiata. Circa 30.000 euro il bottino complessivo degli episodi fin qui ricondotti alla banda. Sei persone sono state arrestate e cinque denunciate a piede libero. Sono quasi tutti pregiudicati, tra i 30 e i 56 anni, alcuni legati da rapporti di parentela. Tre sono residenti nel pavese (Vellezzo Bellini, Certosa di Pavia e Vidigulfo), gli altri in bassa Lomellina, tra Pieve del Cairo e Mezzana Bigli. Qui si trovava la base operativa, i colpi venivano programmati all’interno di un bar.

"Per essere sicuri di vincere alle macchinette, bisogna puntare sul corriere che ritira gli incassi". La banda aveva ben chiaro che giocando d’azzardo non si diventa ricchi, e aveva trovato il suo personalissimo metodo alternativo. La prima rapina con speronamento il 25 novembre 2015, a Dorno, poi un’altra il 17 dicembre a Guazzora, nell’alessandrino, e ancora il 30 dicembre, di nuovo a Dorno. Il 27 gennaio un colpo ad Assago, ma va male: il corriere, dopo essere stato speronato, era riuscito a scappare. Da lì in poi la banda si era specializzata nei furti mentre i corrieri scendono dall’auto per recarsi nei locali a ritirare gli incassi: ecco quindi gli episodi del febbraio 2016 a Pavia e a Gadesco (provincia di Cremona). Nel frattempo si progettava un maxi colpo con speronamento a Pieve Emanuele, con tanto di bombe a mano e fucili automatici. I carabinieri, però, capirono tutto e riuscirono a sventarlo arrestando tre componenti della banda per un altro reato, lo spaccio di stupefacenti, fermando il piano senza far capire ai rapinatori il reale motivo per cui stavano indagando. La vendita della droga serviva per finanziare l’acquisto di armi da usare nella rapina. Il gruppo, però, si dedicava anche al piccolo cabotaggio, come i furti negli abitacoli delle auto parcheggiate, soprattutto nelle aree di sosta in prossimità dei supermercati: 11 gli episodi segnalati a inizio 2016 tra Mortara, Garlasco, Dorno, Cozzo, Vigevano e Robbio, mentre a Olevano rubarono delle motoseghe dal cassone di un pick-up. A tutto ciò, naturalmente, si devono aggiungere i furti delle auto che venivano poi utilizzate durante le rapine per speronare i corrieri. L’elenco dei capi di imputazione, insomma, è molto lungo.