• Pavia:

Omicidio di Dorno, Garini ha chiesto il rito abbreviato

Ha scelto il rito abbreviato Roberto Garini, il 51enne che il 28 giugno del 2016 aveva ucciso a colpi di pistola la compagna Emanuela Preceruti nella sua abitazione di Dorno. I due, che da tempo intrattenevano una relazione, abitavano in due appartamenti vicini, entrambi di proprietà di Garini. La sera del 28 giugno era scoppiato un furioso litigio: a quanto pare Emanuela voleva lasciarlo e andarsene da casa. Ma in passato ci sarebbero state anche discussioni legate a questioni economiche che avrebbero esasperato gli animi. Garini, forse sotto l'effetto dell'alcol, aveva sfondato la porta di casa della compagna, l'aveva raggiunta mentre lei cercava di nascondersi in bagno e aveva sparato 10 volte con la sua pistola. La donna era morta sul colpo, mentre la figlia -presente nella stanza durante l'omicidio- era rimasta ferita. Dopo il delitto l'omicida aveva chiamato i carabinieri che l'avevano trovato abbracciato al corpo di Emanuela. Nei giorni successivi, durante gli interrogatori, il 51enne aveva spiegato di non ricordarsi nulla di quella sera a parte il momento in cui sparava alla compagna e di essersi sentito devastato per aver ucciso "l'amore della sua vita". Nel processo si sono costituiti parti civili, oltre al comune di Dorno, i genitori e il fratello di Emanuela Preceruti, ma anche l'ex marito e la figlia della donna. L'udienza è stata poi aggiornata all'11 luglio.