• Pavia:

Strangolata e gettata nel Po, c’è un indagato per la morte di Dea

Miradolo Terme. È passato quasi un anno da quell’8 giugno 2016, quando il Po ha restituito il corpo esangue e con segni di strangolamento di Ldvije Kruja. La badante 40enne di origine albanese e mamma di due ragazzi era scomparsa una settimana prima da Miradolo Terme. Ora l’indagine, per omicidio volontario e occultamento di cadavere, potrebbe essere vicina ad una svolta. Dopo la chiusura del fascicolo da parte della procura di Lodi (competente perché l'auto della donna è stata ritrovata a San Colombano al Lambro), i carabinieri di Stradella hanno notificato un’avviso di garanzia a un pensionato residente nel Basso pavese, non lontano da dove viveva la vittima. L’uomo, la cui identità non è stata rivelata, risulterebbe ad oggi essere l’unico sospettato. Nelle settimane successive al ritrovamento del cadavere, i magistrati avevano interrogato diverse persone ritenute vicine alla vittima: la sorella Giulia, che nei giorni scorsi ha incaricato un legale di Lodi in vista della costituzione come parte civile, l’ex marito e un nipote, tutti albanesi, oltre ad alcuni italiani come Franco Vignati, ex assessore di Chignolo Po che secondo gli inquirenti avrebbe avuto una relazione con la donna e a Cesare Dehò, 82enne che l’aveva ospitata per alcuni anni dopo la separazione dal marito. Dea, questo il soprannome della badante, il giorno della sua scomparsa sembra dovesse incontrare qualcuno per un colloquio di lavoro e invece, ha incontrato un assassino che ha spezzato la sua giovane vita e l’ha gettata nel fiume.