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Pavia piange il suo cantore: è morto Gigi Rognoni

Si è spento il cantore della Pavesità. Gigi Rognoni, 68 anni, secondo tanti amici strappato troppo preso alla sua amata città di Pavia, è morto nella tarda serata di giovedì dopo l’aggravarsi  di una malattia. Soltanto venti giorni fa aveva dovuto dare l’addio all’amata moglie Luisa. Lui, cantore e custode fedele della Pavesita', tra i protagonisti della cultura.  A dicembre aveva ricevuto dal Comune di Pavia il prestigioso attestato di benemerenza in occasione dei festeggiamenti di San Siro. Un premio che mai è stato così tanto meritato e tanto condiviso. Rognoni, grande di cuore e di cultura, è stato il fondatore 27 anni fa e fino a ieri presidente del circolo culturale La Barcela, un manipolo di appassionati della pavesità. Grazie al suo impegno è riuscito a traghettare la cultura pavese dal Parlamento Europeo all’Università di Kyoto in Giappone. Con l’omonimo gruppo musicale ha tradotto centinaia di canzoni popolari o da osteria, ha musicato con la sua inseparabile chitarra poesie di autori dialettali che sarebbero finite nell’oblio della memoria. Ma Gigi Rognoni è stato anche altro, prima direttore di importanti filiali bancarie in città; poi una volta pensionato si è dedicato alla riscoperta delle tipicità gastronomiche tra cui la zuppa alla pavese di cui è stato fondatore dei “Cavalieri della zuppa alla pavese e dell’alborella” e il risotto, piatto che amava molto fino a spingerlo ad essere per anni tra i più attivi sostenitori della “Confraternita del risotto”. E’ stato anche grande cinofilo oltre che cacciatore di stile e rispettoso dell’ambiente. Ora ha lasciato i suoi tanti amici che lo saluteranno per l’ultima volte domani mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale di Travacò, in un’uggiosa serata di inizio primavera. "Ar vàdas" Gigi. Come lui stesso ci saluterebbe usando il suo amato dialetto.