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Cave pavesi, via libera Commissione regionale: meno estrazioni ma resta quella di Torrazza Coste

Milano. La Commissione ambiente di Regione Lombardia ha approvato il nuovo "piano cave" per la provincia di Pavia, dando un sostanziale via libera al programma di estrazioni che dovrà comunque essere votato prossimamente dal Consiglio regionale. Le possibilità di estrazione si riducono di circa 5 milioni e mezzo di metri cubi per sabbia e ghiaia su un totale di poco meno di 40 milioni di metri. Riduzioni anche per l’argilla: nei prossimi anni se ne potranno estrarre 1,8 milioni di metri cubi in meno rispetto ai circa 10 attuali. 15 su 61 le cave che sono state stralciate dal piano, mentre se ne aggiungono 2 nuove di sabbia e ghiaia per un totale di 800mila metri cubi.

Polemiche dai rappresentati di opposizione presenti in Commissione. Per la 5stelle Iolanda Nanni, seppur rimodulato al ribasso, il piano cave resta "insufficiente a garantire uno sviluppo sostenibile del territorio nel rispetto della sua vocazione naturale. La provincia di Pavia – ha detto – ha il record di cave in Lombardia ed è stata trasformata in una groviera a danno del paesaggio".

Critico anche l’esponente Pd Giuseppe Villani, che aveva proposto un emendamento  (firmato anche dal consigliere di Lombardia Popolare Vittorio Pesato) che chiedeva l’eliminazione della nuova cava di Torrazza Coste. Un ampliamento di un sito estrattivo già esistente che aveva provocato una ferma opposizione della comunità locale e che, pur ridimensionata, era stato avallato dalla Regione. L’emendamento è stato respinto con soli 2 voti di scarto, la maggioranza si è infatti astenuta demandando la decisione al Consiglio regionale.