• Pavia:

Processo Green Campus, assolti i sette imputati

Tutti assolti perchè il fatto non sussiste. Si chiude così il processo sul caso Green Campus, una delle vicende più controverse della storia amministrativa di Pavia. Le oltre 300 residenze universitarie del Cravino erano finite sotto la lente di ingrandimento della procura perchè, secondo le accuse, erano state costruite con un permesso non regolare, su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Diversa è stata però l'interpretazione dei giudici che hanno assolto dalle accuse di abuso edilizio il dirigente comunale Francesco Grecchi, il funzionario Angelo Moro, i fratelli Alberto e Pietro Damiani, costruttori delle residenze sequestrate nel 2013, il progettista Gian Michele Calvi, la moglie Carla Casati (amministratrice della società Arco che acquistò i terreni) e il direttore dei lavori Roberto Turino. Per sei di loro la procura aveva chiesto un anno di reclusione e 15mila euro di ammenda, per il solo Moro -che in virtù del suo ruolo di funzionario all'Urbanistica era accusato di abuso d'ufficio- erano stati chiesti invece due anni. Soddisfatto il legale di Moro, Graziano Lissandrin, che commenta: abbiamo dimostrato nel corso dell'istruttoria dibattimentale la totale estraneità dei fatti del nostro assistito. Le prove e le testimonianze raccolte nel corso di questi mesi ci hanno permesso di arrivare ad un'assoluzione piena, senza alcuna formula dubitativa.