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Incidenti raffineria Sannazzaro: audizione Eni a Roma

Roma. Giovedì pomeriggio, nel corso di un'audizione congiunta delle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati, sono stati ascoltati vertici dell'Eni in relazione ai tre incidenti accaduti, a partire dall'estate 2016, nella raffineria di Sannazzaro de' Burgondi. L'audizione è stata richiesta dal Movimento 5 Stelle, che ha giudicato tra l'altro "potenzialmente carenti i Piani di Emergenza Comunali attivati in maniera scoordinata e a macchia di leopardo".

Queste, in estrema sintesi le risposte portate dal direttore di Eni Giuseppe Ricci alla Commissione: squadre di emergenza rafforzate; accelerazione della revisione degli impianti che dovrà essere completata in 2 anziché in tre anni; miglioramento delle informazioni verso l’esterno in caso di criticità; più controlli sulle ditte esterne che operano nello stabilimento, limitando il turn over e allungando i contratti da 3 a 5 anni.

In relazione all’incidente più grave, quello di dicembre, quanto al piano di emergenza esterno, Ricci ha spiegato che non è stato attivato in sostanza perché in poche ore l’incendio era sotto controllo e i vigili del fuoco non hanno ravvisato questa necessità.

Domande da parte dei deputati presenti, tra cui la pavese Chiara Scuvera, sono state poste sulla inquietante frequenza degli incidenti, tre nel giro di 8 mesi, e sulla questione della discarica di amianto prevista a fianco della raffineria.