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Asta La Versa: Oltrepo col fiato sospeso fino a lunedì

Santa Maria della Versa. «Soave non mollare!». Dopo la diffusione del comunicato in cui la cantina veneta, in lizza con Terre d’Oltrepo per l’acquisizione di La Versa, aveva fatto sapere che «probabilmente» non avrebbe partecipato all’asta per non rompere le uova nel paniere oltrepadano, un sedicente gruppo di ex soci («anche a nome di tanti altri», specificano) di Santa Maria ha preso carta e penna e per scrivere a Soave, scongiurando i suoi vertici di ripensarci. «Da subito abbiamo visto l’offerta d’acquisto – si legge – anche come un colpo di fortuna, fors’anche immeritato». Nella lettera si precisa inoltre che «non solo gli agricoltori», ma addirittura anche «gli altri cittadini vedono in Soave una grandissima possibilità per il territorio, sperano in Soave, vogliono Soave e non Terre d’Oltrepo o Cavit, diteci cosa dobbiamo fare per convincervi e faremo il possibile». Si vedrà se questa strana supplica ​dalle campagne verso il possibile nuovo padrone sortirà qualche effetto. Quel che è certo è che a Verona, stando all’ultimo comunicato diffuso da Soave,non hanno preso affatto bene​ il rilancio di 50mila euro da parte della​ coop locale Terre d’Oltrepo, che parteciperà all’asta in tandem con la trentina Cavit (eventuale socio di minoranza). «Altre realtà infatti hanno ora deciso di entrare in gioco – spiegava la cantina veneta un paio d'ore dopo la scadenza dei termini​ – alla luce di questo, è probabile che Cantina di Soave scelga di non muovere ulteriori passi nella direzione di Santa Maria La Versa». E ancora: «Da una parte valuteremo quale sarebbe il potenziale di La Versa in sinergia con i nostri affermati marchi, dall’altra ci guarderemo bene dal costituire elemento di rottura all’interno dell’Oltrepò».​La semplice dialettica imprenditoriale del rilancio in un'asta è stata dunque interpretata in modo diverso,forse come segnale di ostilità generale. Non è ben chiaro. ​Lunedì in tribunale si capirà, finalmente​, come andrà a finire questa vicenda che, al netto delle spigolature curiose e di retroscena destinati a rimanere ignoti, ha a che fare con il futuro stesso di un intero territorio.