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Bollicine all’asta: per La Versa correrà anche Terre d’Oltrepò (con Cavit)

Broni. Anche Terre d’Oltrepò correrà per acquisire La Versa. La notizia è stata ufficializzata mercoledì sera al termine di un combattuto consiglio di amministrazione dove, alla fine, hanno prevalso nettamente ì sì: 12 contro 4 contrari, un astenuto e un assente. Al netto di nuove sorprese, la sfida per accaparrarsi l’ex gioiello delle bollicine nazionali, sarà un derby lombardo-veneto con la sponda, a favore di Broni, del trentino. Già perché l’opzione di acquisto da parte della cantina sociale di Broni è stata supportata da Cavit, la coop trentina con 4500 viticoltori associati, che, nel caso di acquisizione, avrà un pacchetto di minoranza all’interno di La Versa. “Abbiamo già definito un’accordo per un acquisto congiunto” afferma Andrea Giorgi, Presidente di Terre d’Oltrepò, sottolineando che “se vincessimo l’asta la maggioranza nella proprietà del marchio e delle strutture resterà di Terre. L’impegno economico del nostro partner sarebbe tale da non esporci a rischi eccessivi. Le diffidenze sul territorio, ma anche tra i soci, ci sono state – ammette il presidente – e in alcuni casi continuano ad esserci. È comprensibile se si considera il passato recente di questa Cantina, ma noi siamo qui per guardare avanti, superando le divisioni territoriali. La Versa è un passo in questa direzione, ma non basta. Dobbiamo scrivere insieme un vero progetto per il territorio seguito da un disciplinare condiviso ed adeguato per tutti, dalle grandi cooperative ai piccoli viticoltori". Il termine ultimo per la presentazione delle offerte scade tra una settimana esatta, il 15 febbraio, poi, il 20 l’asta on line in cui i pretendenti si sfideranno a colpi di rilanci per accaparrarsi una delle cantine che hanno fatto la storia degli spumanti nazionali e il cui marchio, nonostante abbia smesso di brillare ormai da qualche anno, resta uno dei più blasonati d’Italia.