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Amianto, crowdfunding in Università per la ricerca sul mesotelioma

Pavia. Nanoparticelle per combattere il mesotelioma pleurico, il male dell’amianto. È questa una delle nuove frontiere della ricerca contro questa terribile malattia che non lascia scampo e che in Oltrepò, ma non solo, continua a mietere decine e decine di vittime all’anno. Quest’anno la campagna di crowdfunding di Universitiamo (la piattaforma dell’Ateneo di Pavia, attraverso cui sui possono sostenere, anche con un piccolo importo, progetti e attività di ricerca scientifica) interesserà, fra gli altri, un progetto dal titolo “Insieme contro il mesotelioma. Nanotecnologie all’attacco del tumore”. Un’equipe medica del San Matteo di Pavia si è rimboccata le maniche e sta lanciando una serie di iniziative per raccogliere fondi. La strada è in salita, anche perchè la malattia, escluse poche aree come Casale Monferrato e Broni, è considerata rara e quindi le attività di ricerca scientifica incontrano molte difficoltà. Coordinerà il progetto Federica Meloni, responsabile del Laboratorio di ricerca di Pneumologia del San Matteo. Con lei saranno impegnati nel team di ricerca del Policlinico, Giulia Stella, pneumologa; Simona Inghilleri ed Emanuela Cova, biologhe; Davide Piloni, dottorando di ricerca in Medicina.

Il mesotelioma pleurico maligno è una neoplasia per la quale ad oggi non esistono terapie efficaci. La sopravvivenza dopo la diagnosi è compresa tra i 9 e i 17 mesi. La patologia tumorale interessa ogni anno circa 1.000 nuovi casi, con una tendenza all’incremento, che proseguirà almeno fino al 2020, a causa dell’esposizione all’amianto, la cui correlazione con l’insorgenza del mesotelioma è ormai chiaramente accertata. “Il reparto di Pneumologia, in cui operiamo – spiega Federica Meloni - è un centro di riferimento per il trattamento e lo studio di questa mortale patologia. Il progetto di ricerca ha come scopo quello di trovare un nuovo trattamento terapeutico efficace per la cura del mesotelioma, basandoci sulle nostre competenze cliniche e sperimentali, unitamente all’utilizzo delle nanotecnologie. Nel nostro Laboratorio infatti, e in collaborazione con un gruppo di esperti chimici di Milano Bicocca - continua la specialista del San Matteo – abbiamo messo a punto una nuova piccolissima particella , una nanoparticella appunto, in grado di incorporare i farmaci chemioterapici e di colpire in modo selettivo ed efficace le cellule tumorali del mesotelioma. Questo nuovo approccio terapeutico prevede che le nanoparticelle vengano introdotte direttamente nella pleura e che riconoscano come bersaglio solo le cellule neoplastiche, permettendo così di ridurre la tossicità dei farmaci sugli altri organi e di portare direttamente nelle cellule tumorali più farmaci contemporaneamente. Vale la pena ricordare – aggiunge l’esperta di malattie respiratorie– che l’impiego del farmaco veicolato tramite nanoparticelle , consente di ridurre le dosi necessarie a raggiungere gli effetti terapeutici rispetto allo stesso farmaco somministrato in vena”.

“Studi condotti in provetta nel nostro laboratorio sulle linee cellulari del mesotelioma – continua Federica Meloni – hanno dimostrato che l’utilizzo di queste nanoparticelle è più efficace nel ridurre la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Abbiamo quindi la necessità di proseguire le nostre promettenti ricerche per individuare la miscela di farmaci più efficace e le modalità ottimali di somministrazione per poter giungere alla realizzazione di un trattamento che dia speranza ai pazienti”.

L’obiettivo massimo della raccolta fondi è raggiungere quota 30.000 euro: 10.000 per la produzione di nanoparticelle contenente i farmaci; altrettanti per l’acquisto di reagenti necessari per i test di laboratorio; altri 10.000 per la realizzazione di studi preliminari di efficacia in vivo.