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Fallimento Pavia Calcio: Bignotti e Luna chiedono 80mila euro

Un buco profondo tre milioni e venticinquemila euro. Tanto dovranno avere i creditori dal fallimento del Pavia Calcio. Dalle bollette telefoniche alla riparazione di un trattore passando per spese mediche, contributi e, ovviamente, gli stipendi di calciatori e dipendenti. Il curatore fallimentare ha analizzato tutta la documentazione presentata "scontando" alla dirigenza cinese 650.000 euro dalle richieste dei creditori. Ora la palla passerà al giudice delegato cui spetta la decisione definitiva.

La fetta più grossa del debito, circa un milione da versare ad Equitalia, è rappresentata da imposte e contributi mai saldati. Ma nel pozzo senza fondo che è stato il Pavia Calcio dell’impero di carta cinese, non si è guardato in faccia a nessuno, da nord a sud. Tra i debiti ammessi, e quindi da onorare, ci sono addirittura 20.000 euro da garantire alla società del Varese come risarcimento per amichevoli non disputate. Policlinico San Matteo e Istituto Maugeri aspettano invece 26.000 euro complessivi per cure non pagate. E che dire dei 425 euro attesi da un signore di Zeccone per la riparazione di un trattore. Anche Casa Pavia, aperta con tanto di taglio del nastro in Piazza della Vittoria e chiusa in un mese, ha lasciato solo macerie: oltre 14.000 euro per affitti non pagati e per le spese legali riferite alla procedura di sfratto. Per restare nel centro della città, una farmacia ha ottenuto 2.300 euro di rimborso per i prodotti mai pagati.

Ma la fetta consistente del debito è rappresentata dalle retribuzioni di calciatori, allenatori, dipendenti e di tutte quelle persone che, a vario titolo, hanno collaborato col club. La cifra più consistente, 100.000 euro, andrà al bomber Sforzini per le mensilità arretrate di aprile, maggio e giugno del 2016. L'ex dg Bignotti ha strappato invece 44.000 euro per gli stipendi di aprile, maggio e giugno mentre l’ex braccio destro del presidente Zhu, Luna Zheng, 35.000 euro per le retribuzioni arretrate, da marzo a giugno del 2016, e il tfr. Anche il Comune di Pavia aspetta 13.000 euro di tasse sui rifiuti mai pagate. E, dulcis in fundo, la bolletta salata da 7.000 euro di Telecom: telefonate frenetiche che hanno lasciato spazio, nei mesi scorsi, ad un silenzio assordante.