• Pavia:

Respinta la richiesta di revisione del processo sull’omicidio di Garlasco, ma la difesa ha ancora una carta

È stata respinta l’istanza di revisione del processo sull’omicidio di Garlasco. La decisione è della Corte d’Appello di Brescia, che ha stabilito il non luogo a provvedere. Alberto Stasi, quindi, rimane l’unica persona condannata in via definitiva a sedici anni di carcere per il delitto di Chiara Poggi. Il respingimento, però, si basa su ragioni formali e non sulle indagini difensive portate avanti dagli avvocati di Alberto Stasi. Ciò significa che, anche questa volta, non è stata pronunciata definitivamente la parola fine su questa vicenda. La procura di Pavia potrà ancora andare avanti con il nuovo fascicolo di inchiesta che è stato aperto dopo il dossier presentato dallo studio Giarda, anche se i magistrati non potranno non tenere conto del pronunciamento dei giudici bresciani. Gli avvocati di Alberto Stasi, però, hanno ancora la possibilità di fare domanda di revisione del processo. Quanto accaduto finora, infatti, è tutto frutto dell’iniziativa della magistratura sulla base dei documenti forniti dalla difesa di Stasi, e non di una precisa richiesta di revisione arrivata dall’entourage del condannato. La difesa, insomma, si è lasciata questa ulteriore strada aperta, che con tutta probabilità andrà a percorrere a breve. È lecito aspettarsi che un nuovo dossier verrà quindi presentato a Brescia, sempre partendo dai rilievi sul dna ritrovato sulle unghie di Chiara Poggi per il quale si sarebbe trovata una compatibilità con Andrea Sempio, il nome da poco iscritto nel registro degli indagati. Se così fosse, se cioè venisse presentata una richiesta di revisione dagli avvocati di Stasi, ci ritroveremmo ancora una volta in attesa di un verdetto. Intanto, naturalmente, rimane la condanna definitiva a sedici anni a carico di Alberto Stasi, che continuerà a rimanere rinchiuso nel carcere di Bollate.