• Pavia:

Suvac era alla guida dell’auto che investì Elena Madama: la conferma dai testimoni

Suvac è stato riconosciuto con "assoluta certezza" da diversi testimoni. A due mesi dalla condanna dell'investitore di Elena Madama, i giudici del tribunale di Pavia hanno depositato le motivazioni della sentenza. Una quarantina di pagine nelle quali si ripercorre l'intera vicenda, dalla indagini della polizia di stato fino all'arresto, nel maggio del 2015, del 28enne moldavo. Nel settembre di quest'anno Suvac è stato condannato a 15 anni di carcere per tentato omicidio, rapina e ricettazione. Come detto, ad incastrare il giovane sono stati i racconti dei tanti testimoni intervenuti nel corso del processo. Compresa la donna che venne investita nell'ottobre del 2014 a Medaglia, in provincia di Lodi: una situazione praticamente identica a quella avvenuta poche settimane dopo a Pavia, con il giovane che, dopo essere stato sorpreso a rubare all'interno di un auto, aveva provato a investire la proprietaria durante la fuga. Il volto del giovane era rimasto impresso in maniera indelebile nella memoria della signora, ma anche in quella degli altri testimoni che avevano assistito in prima persona al drammatico investimento di Elena Madama. Descrizioni che hanno permesso agli investigatori di dare un nome all'uomo alla guida dell'auto che trascinò per centinaia di metri lungo Strada Nuova la giovane consigliera del Pd. Suvac, si legge nelle motivazioni della sentenza, si era certamente accorto di avere investito Elena e "ne percepì distintamente il corpo sotto le ruote": solo la presenza di un autobus che stava risalendo Strada Nuova impedì a lui e al complice di fuggire dal centro, obbligandoli ad abbandonare la macchina in una strada laterale. Considerata anche la sua appartenenza a una banda specializzata in furti e rapine,  i giudici hanno ritenuto il 28enne pienamente colpevole dei reati a lui contestati, senza il beneficio delle attenuanti generiche. Radion Suvac dovrà scontare la sua pena nel carcere di Torre del Gallo.