• Pavia:

Campi di marijuana finanziati dai proventi della prostituzione

Un sistema economico perfettamente organizzato nella sua atrocità: prostitute sfruttate per strada con violenza, e i guadagni reinvestiti in mega piantagioni di marijuana. I campi si trovavano a Corio (provincia di Torino), Abbiategrasso e Mortara. 4.000 piante per un valore di diversi milioni di euro sono state sequestrate dai carabinieri del comando provinciale di Torino, che hanno scoperchiato questo giro d’affari tenuto in piedi da dieci albanesi. L’indagine era partita da episodi criminali riferiti al mondo della prostituzione. Nell’agosto di un anno fa diverse prostitute nigeriane erano state aggredite nella zona nord del capoluogo piemontese, anche a colpi di arma da fuoco. I componenti della banda stavano cercando di eliminare le concorrenti delle donne che stavano sfruttando mandando sulla strada. Si è scoperto che l’organizzazione gestiva dieci ragazze di nazionalità albanese o greca. Estremamente violento l’atteggiamento nei loro confronti, con pestaggi frequenti e addirittura un episodio in cui una schiava del sesso era stata costretta ad abortire in strada e prostituirsi subito dopo. I guadagni dell’attività criminale, come detto, venivano reinvestiti nella coltivazione della marijuana. La banda, addirittura, si sarebbe servita di un esperto che indicava i luoghi migliori per creare i campi. Lo spazio si trovava disboscando zone isolate. Il giro di prostituzione si concentrava nel torinese, mentre le coltivazioni di marijuana si estendevano anche fra Lomellina e abbiatense.