• Pavia:

Processo Asm, Antoniazzi usava il blocco assegni del presidente Chirichelli

In aula gli uomini delle Fiamme Gialle hanno ricostruito il sistema con cui veniva "spostato" il denaro da Asm. Nuova udienza in tribunale a Pavia del processo a carico di Giampaolo Chirichelli, l'ex presidente della municipalizzata pavese finito al centro dello scandalo per la distrazione di quasi due milioni di euro dalle casse della società. Davanti ai giudici i finanzieri hanno spiegato com'è iniziata l'indagine e come i quattro manager coinvolti (Chirichelli, Tedesi, Filippi e il contabile Antoniazzi) avrebbero avuto parte attiva nell'operazione. Solo il presidente poteva infatti firmare gli assegni dal carnet dell'azienda, ma stando alle indagini della guardia di finanza quello stesso carnet era in piena disponibilità di Pietro Antoniazzi: che lo avrebbe usato per effettuare pagamenti su un conto corrente di sua proprietà, aperto in una filiale del Credito Cooperativo di Castel San Giovanni. Quando erano scattati però i controlli, nell'ottobre del 2015, il conto era già stato estinto e i soldi -ovviamente- spariti. Durante le perquisizioni successive erano state trovate anche copie di assegni e note di credito nelle quali il beneficiario risultava essere il comune di Pavia. Sugli originali, invece, era sempre lo stesso Antoniazzi oppure la società Studio Consula di Piacenza, riconducibile all'ex contabile. I magistrati vogliono fare luce proprio sulla gestione dei conti di Asm, sui quali avrebbe dovuto sorvegliare Chirichelli, accusato di peculato. L'ex presidente tornerà in aula nei prossimi giorni, ma per lui è già arrivata una buona notizia. L'ordine dei commercialisti ha infatti revocato il provvedimento che gli impediva di esercitare la professione: il procedimento disciplinare a carico di Chirichelli resta dunque sospeso fino «all’esito dell’intero procedimento penale», e cioè fino alla sentenza definitiva.