• Pavia:

Inchiesta vino, per anni si registrava uva mai arrivata alla cantina

Un sistema fraudolento perfettamente organizzato e che conveniva un po’ a tutti, tranne, ovviamente, che al consumatore finale. Perché se il carico di uva veniva indicato come pinot grigio, più richiesto e meglio pagato, alla fine chi se ne sarebbe accorto? Ma nel giorno dell’assemblea in cui si sta discutendo delle possibili dimissioni dei vertici della cantina Terre d’Oltrepo, dalle carte dell’inchiesta che sta facendo tremare centinaia di agricoltori e imprenditori, emergono altri dettagli sconcertanti: ad ogni vendemmia c’erano almeno una trentina di carichi di uva fantasma, cioè registrati ma mai avvenuti, fatti per sfruttare tutto il potenziale di produzione consentito dai generosi disciplinari Igt, per il pinot grigio 200 quintali per ettaro. ’L’uso delle “bolle fittizie”, secondo quanto dichiarato da un testimone chiave, è andato avanti fino al 2014, quando il direttore avrebbe dato precise indicazioni di non farle più: “era molto preoccupato avendo notato delle telecamere fuori dalla cantina e l’infittirsi dei controlli dei rimorchi – ha spiegato ai giudici – e aveva detto di rigare dritto”.  L’abitudine a modificare la qualità dell’uva conferita, invece è continuata fino ai recenti blitz delle forze dell’ordine.