• Pavia:

Corruzione per l’inceneritore, Dario Scotti condannato a tre anni e mezzo

Tre anni e mezzo di carcere e la confisca di otto milioni di euro. Questa la sentenza del tribunale di Roma nei confronti di Dario Scotti, il patron dell'omonima azienda pavese, accusato di corruzione nella vicenda dell’inceneritore al Bivio Vela. Secondo i giudici Scotti l’imprenditore sarebbe stato al corrente di una tangente da 100mila euro che sarebbe stata pagata per fare pressioni sul Gse, il gestore nazionale dell’energia, fine di ottenere una valutazione positiva dell’impianto e non rischiare di perdere quindi incentivi da 7 milioni di euro. La mazzetta, secondo l’accusa, fu versata da funzionari della Scotti Energia, la società che gestiva l’inceneritore fino al 2010: per lo stesso caso i funzionari Giorgio Radice e Giorgio Francescone avevano patteggiato pene vicine ai due anni nel 2011. In seguito il processo era stato spostato a Roma su richiesta degli avvocati difensori di Dario Scotti: i quali avevano affermato che il patron dell'azienda non era al corrente della presunta operazione corruttiva e ne avevano chiesto l'assoluzione. Di parere opposto la procura di Roma che aveva chiesto una condanna a cinque anni. Richiesta accolta in parte dai giudici che hanno stabilito una pena più mite, ma pur sempre significativa per uno degli industriali più importanti del panorama non solo pavese, ma nazionale. La stessa Scotti Energia è stata condannata a pagare 800mila euro di danni e la corte ha anche disposto la confisca degli otto milioni di euro finiti al centro della contesa. Scotti è stato invece assolto dall’accusa di truffa per aver bruciato rifiuti non autorizzati nell’impianto. Con ogni probabilità la difesa presenterà ricorso nelle prossime settimane.