• Pavia:

Scandalo Asm, Antoniazzi: “Così consegnavo i soldi a Chirichelli”

I soldi messi in una busta grande chiusa con la sigla Asm e poi consegnati a Chirichelli direttamente in ufficio oppure nel parcheggio, davanti all’auto. Così Pietro Antoniazzi ha ricostruito il rituale dei pagamenti effettuati all’ex numero uno di via Donegani, per un importo totale di 391 mila euro secondo quanto riferito ai magistrati: 40mila nel 2012, 136mila nel 2013 e 215 mila euro nel 2014. Parte dei due milioni di euro usciti dalle casse di Asm e finiti su un conto corrente intestato all’ex contabile dell’azienda municipalizzata. Un passaggio di denaro contante da Antoniazzi a Chirichelli, in carcere dallo scorso 3 febbraio, che resta tutto da dimostrare. Nuovi dettagli che emergono dalle carte dell’inchiesta della Procura di Pavia. La consegna della busta, spiega lo stesso Antoniazzi ai magistrati, avveniva in ufficio oppure, siccome per gli accordi Chirichelli non parlava mai nell’ufficio per paura che ci fossero delle cimici, mi chiedeva di accompagnarlo all’auto, posteggiata nel vialetto d’ingresso. Eppure di questi soldi, almeno apparentemente, non sembra esservi traccia. Indizi importanti, però, potrebbero essere contenuti in una delle chiavette usb sequestrate ad Antoniazzi. All’interno di un file, un banale foglio di Excel, l’ex contabile sostiene di aver appuntato di volta in volta i pagamenti effettuati a Chirichelli. Circa 400mila euro dal 2012 al 2014: parte del milione otto, secondo le accuse, fatti uscire da Asm. Anche se tecnicamente, ha spiegato Antoniazzi ai pm, lui avrebbe incassato gli insegni per intero dando invece a Chirichelli denaro contante custodito in una cassetta di sicurezza. Parte della liquidazione avuta da Eni nel lontano 1997 dopo 14 anni di lavoro nell’azienda.

Teorie e testimonianze fornite da Antoniazzi agli inquirenti che dovranno ora trovare riscontro nei documenti acquisiti dalla Procura.