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Pavia ai vertici nazionali della lotta alla corruzione

Quanto sono lontani i comuni italiani dal modello negativo di Mafia Capitale?

A fornire una risposta dettagliata al quesito ci ha pensato una società di consulenza e ricerca milanese che ha analizzato i Piani triennali per la prevenzione della corruzione dei comuni capoluogo di provincia. Un’analisi che pone Pavia tra le nove amministrazioni cittadine, a livello nazionale, dotate delle “migliori pratiche”.

Al Mezzabarba, secondo questo studio, la Legge Severino che disciplina la prevenzione della corruzione e la trasparenza degli enti, è applicata con il massimo scrupolo. Non a caso, una volta eletto, il sindaco Depaoli aveva deciso di istituire una delega ad hoc per il tema della legalità. Tra le ultime misure adottate, invece, da ricordare la procedura sperimentale del whistleblowing che garantisce la massima tutela a tutti quei dipendenti che intendono segnalare un’irregolarità all’interno della pubblica amministrazione. Da questo punto di vista, dunque, Pavia è un modello da seguire, soprattutto rispetto a quanto accade da altre parti. Basti pensare che oltre il 60% dei comuni, su scala nazionale, sono dotati di un piano anticorruzione giudicato dallo studio non conforme alla norma e insufficiente.