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Vogliono pagare per far giocare il figlio da capitano del Pavia Calcio. Rifiuto sdegnato della società

Non è una novità, cose del genere nel calcio succedono di continuo, anche ad alti livelli. Ma l'indiscrezione trapelata in queste settimane -e confermata ufficialmente dalla società- fa comunque scalpore. Una coppia di genitori -pavesi- avrebbe chiesto al direttore generale del Pavia calcio Nicola Bignotti di "accogliere" il figlio nella formazione dei giovanissimi in cambio di una consistente sponsorizzazione. Insomma, i due genitori erano disposti a pagare per far giocare il figlio nelle giovanili, a prescindere dal talento e dall’impegno negli allenamenti. Non solo: a fronte della "sponsorizzazione" la coppia chiedeva che il figlio indossasse la fascia di capitano e la prestigiosa maglia numero dieci.La proposta ha naturalmente provocato un rifiuto sdegnato da parte della società: lo stesso Bignotti ha parlato di "un messaggio aberrante" soprattutto per gli altri ragazzi. "Subentra un meccanismo antisportivo, anti educativo. Una roba schifosa."La cosa va avanti da alcune settimane - ha spiegato il dirigente - e questi due genitori insistono, ma perdono solo tempo. Noi non ci piegheremo e continueremo a rimarcare l'etica della proprietà, con un settore giovanile forte, così come deve essere la prima squadra."