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Asm Pavia, licenziato il direttore generale Claudio Tedesi

Prima sospeso ed ora licenziato: Claudio Tedesi non è più il direttore generale di Asm Pavia. Al termine del procedimento interno avviato nelle scorse settimane, il cda avrebbe comunicato la decisione a Tedesi nella serata di lunedì. Nulla trapela però sulle motivazioni ufficiali che hanno accompagnato la scelta. Un nuovo colpo di scena nel giallo nato attorno al furto da quasi due milioni di euro dalla casse dell’azienda pavese. Nel frattempo, però, le indagini proseguono.

Ancora una volta in via Donegani, ancora una volta a passare al setaccio carte e documenti utili alle indagini. Gli uomini della Guardia di Finanza sono tornati di nuovo in Asm per cercare indizi che permettano di ricostruire il furto da un milione e ottocentomila euro. Per ora, in carcere, c’è l’ex contabile Pietro Antoniazzi. Ma l’interrogatorio di garanzia delle scorse ore, che avrebbe potuto fornire nuovi elementi investigativi, si è concluso con un nulla di fatto. Assistito dal suo legale, l’ex dirigente finanziario di asm ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Un silenzio, quello di Antoniazzi, che non ferma però gli inquirenti. Nelle carte sequestrate in via Donegani ed in Comune le Fiamme Gialle stanno cercando nuovi riscontri sui soldi liquidati al Comune con 13 note di credito da parte di Asm ma anche sulla sostanziosa fetta del ramo lavori, poco più 600mila euro. Uscite che hanno insospettito anche l’attuale consiglio d’amministrazione. Non a caso lo scorso 5 ottobre il Presidente Bianchi e il consigliere Spagoni hanno chiesto di acquisire da Asm Lavori copia delle note di credito emesse al Mezzabarba e liquidate, anche in questo caso, con assegno o bonifico invece che compensate. Un meccanismo molto semplice: Asm Lavori emetteva note di credito al Comune e allo stesso tempo fatturava alla sua controllante, ovvero Asm, per gli stessi importi. Fatture passive che sono state quindi contabilizzate normalmente e liquidate poiché corredate da ordini d’acquisto considerati evasi.