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Scandalo Asm Pavia, arrestato Pietro Antoniazzi

E’ stato arrestato venerdì scorso con l’accusa di peculato Pietro Antoniazzi, l’ex direttore amministrativo di Asm Pavia. Un primo importante tassello nel maxi furto da quasi 2 milioni di euro ai danni dell’azienda di via Donegani. Antoniazzi si trova ora nel carcere di Torre del Gallo. Secondo quanto riferito da fonti investigative, il conto fantasma utilizzato per sottrarre un milione ed ottocentomila euro dalle casse di Asm sarebbe riconducibile all’ex contabile della partecipata pavese. Una notizia trapelata solo in queste ore: vista la delicatezza del caso, gli inquirenti hanno cercato di mantenere sottotraccia gli ultimi sviluppi investigativi. La figura dell’ex contabile di Asm sta assumendo sempre più un ruolo centrale nel caso e non solo per la custodia cautelare scattata nei giorni scorsi. Nuovi dettagli si aggiungono nel suo rapporto collaborativo con Asm. Dal 2013 infatti le fatture a via Donegani, fino a quel momento a suo nome, iniziano ad essere emesse da un’altra società, di proprietà di una signora ottantenne di Borgonovo Valtidone. Una variazione contrattuale all’apparenza poco chiara. Così come poco chiaro appare il passaggio della carica di amministratore unico della società, la Consula srl, ad un tale Sasa Raunig e quindi, soltanto sei giorni fa, allo stesso Antoniazzi. Nel 2014, infine, Consula srl ha acquistato il 76% della Consula and partners, società con sede in Croazia.