• Pavia:

Ecco quanto costa ai pavesi lo scandalo Asm

Un furto di 25 euro dalla tasche di ogni cittadino pavese, neonati compresi. A tanto ammonta il danno della maxi truffa messa in atto in Asm Pavia. 1 milione ed 800mila euro di soldi pubblici, versati cioè dai contribuenti in cambio di servizi ma finiti in una banca sperduta in provincia di Piacenza. E’ questo il rovescio della medaglia dello scandalo: un aspetto non ancora emerso con forza nei giorni in cui a dominare sono la stretta cronaca e l’attesa di nuovi sviluppi nelle indagini. Se l’opinione pubblica non ha ancora compreso l’entità del danno, alcuni amministratori, tra i corridoi di Palazzo Mezzabarba, qualche conto lo hanno già fatto. Se quel milione ed otto fosse stato scontato dagli incassi di Imu e Tasi (circa 19 milioni) ogni famiglia pavese avrebbe per esempio risparmiato mediamente 53 euro in un anno. Più del doppio di quanto invece è stato rubato ad ogni singolo cittadino. Ma anche su altri settori, in evidente affanno, si sarebbero potuti programmare interventi rilevanti. Con un milione ed ottocentomila euro il Comune avrebbe potuto effettuare cinque cicli di asfaltature, dedicare maggiori risorse al fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà, che oggi vale complessivamente 400mila euro, oppure accelerare il piano di recupero degli alloggi erp. Se la ristrutturazione di ogni appartamento costa circa 4mila euro con quasi 2 milioni si sarebbe potuta riqualificare l’intera città.