• Pavia:

Fuga di notizie sull’inchiesta per un appalto da 13 milioni al San Matteo: in due rischiano il processo

Una fuga di notizie nell'ambito di una delicata inchiesta della procura di Pavia su un appalto del Policlinico San Matteo: è quanto la Procura di Milano contesta a una ispettrice di polizia e a un carabiniere, fratello e sorella, a conclusione di un’indagine su un accesso abusivo al registro degli indagati della Procura pavese, scoperto grazie ad un'intercettazione telefonica. L'inchiesta riguarderebbe l'appalto da 13 milioni di euro per il servizio di pulizia all'interno dell'ospedale, bandito nel 2008 ed assegnato alla ditta Meridional. L'intercettazione viene effettuata su una telefonata tra un carabiniere in congedo, marito di una impiegata amministrativa dell’ospedale, e un brigadiere in servizio al comando provinciale. Gli inquirenti colgono dettagli che li portano a controllare gli accessi al fascicolo non connessi ad esigenze di indagine ed emerge che l'11 dicembre del 2013 lo stesso fascicolo sarebbe stato consultato da un'ispettrice di polizia: la donna, che è la sorella del brigadiere in servizio a Pavia, non avrebbe però avuto titolo per fare la richiesta perché nulla aveva a che fare con l’indagine sul San Matteo. Il pm della procura milanese Alessandro Gobbis contesta ora a fratello e sorella - nel frattempo trasferiti lei a una scuola di polizia e lui in un ufficio amministrativo - le ipotesi di reato di «accesso abusivo pluriaggravato a sistema informatico» e di «rivelazione di segreto d’ufficio». Contestazioni che potrebbero risultare in un processo penale a carico dei due funzionari.