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Relazione Università di Pavia: “Yara, non sono di Bossetti i peli trovati sul corpo”

Potrebbe essere la relazione presentata dagli esperti dell’Università di Pavia ad aiutare la chiusura delle indagini sul delitto di Yara Gambirasio. Il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha ricevuto nelle scorse ore i risultati delle analisi svolte dai professionisti pavesi compiute su una serie di tracce pilifere, rinvenute sul corpo di Yara e sul furgone di Massimo Bossetti. Per quanto riguarda queste tracce, 200 erano quelle trovate sul corpo di Yara: una decina sono umane, due delle quali appartenenti alla stessa persona, ma è stato impossibile stabilire di chi si tratti. Certo è che non sono di Bossetti, così come non appartengono a Yara le tracce sul furgone del muratore. Un colpo di scena che potrebbe aiutare Bossetti, per il momento l'unico indagato, arrestato il giugno scorso. Intanto l’avvocato Claudio Salvagni, il legale del 44enne, cerca nuovi spunti per dare battaglia e annuncia la presenza di un testimone importante: si tratta del proprietario di un appartamento che nel settembre 2010 (due mesi prima della scomparsa di Yara) aveva conosciuto un giovane straniero, in cerca di una casa in affitto, che avrebbe confidato all'uomo di avere una relazione con una minorenne che si chiamava proprio Yara.