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Il sindaco boccia l’ipotesi moschea a Pavia Ovest

Garantire la libertà di culto a tutti non significa poter costruire: parole chiare e nette quelle pronunciate da Massimo Depaoli ad una delegazione di residenti del quartiere di Pavia ovest, incontrata in mattinata al Mezzabarba. Un confronto cercato e richiesto soprattutto dai cittadini, preoccupati dalla possibilità di veder sorgere su questa vasta area tra via Alvar Aalto e via Fratelli Cervi un luogo di culto dedicato all’islam piuttosto che quei servizi promessi al momento dell’acquisto della casa. Nessun progetto è stato presentato - conferma il sindaco – esiste solo il desiderio di un rappresentante di una parte della comunità islamica cittadina. Il riferimento è all’imam Kamel Gamal che, ironia della sorte, si era trovato gomito a gomito con Depaoli in occasione del consiglio comunale dedicato al tema dell’integrazione religiosa lo scorso 17 dicembre. La linea dell’amministrazione sul tema, dunque, è piuttosto chiara: si alla libertà di culto ed un altrettanto deciso no alla moschea. Soprattutto su quell’area, ha tenuto precisare Depaoli, accompagnato all’incontro dal vicesindaco Gregorini, dall’assessore ai servizi sociali Moggi e di Laura Canale, delegata al dialogo interreligioso. La fetta di verde di Pavia ovest rimarrà dunque tale così come previsto dalla convezione firmata dal costruttore, spiegano in comune. L’impegno del privato è infatti di garantire la manutenzione del verde nell’area fino al 2019. Quando avremo risorse a disposizione provvederemo ad attrezzarla e a renderla maggiormente fruibile, conclude Depaoli, ma oggi è importante che resti così com’è.