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“Guerra dei voti”: Gimigliano ricorre al Consiglio di Stato

La guerra dei voti finirà la sua corsa al consiglio di stato. A distanza di sei mesi dalle elezioni comunali pavesi, le polemiche sul conteggio delle preferenze ottenute dai singoli consiglieri comunali non accenna a placarsi. E’ Valerio Gimigliano, candidato tra le fila di Forza Italia, ad alimentare la fiammella della discussione. Dopo i due voti recuperati nei giorni scorsi grazie al pronunciamento del Tar, il consigliere ex pdl ci riprova con nuovo ricorso al consiglio di stato nei confronti di due compagni di partito: l’ex di gabinetto Luigi Greco, con cui condivide il piazzamento di secondo dei non eletti di Forza Italia, e Dante Labate, primo degli esclusi nella lista forzista con 285 voti. Un vero e proprio tentativo di scalata quella di Gimigliano, fermo oggi a quota 279 preferenze e dunque lontano dalla possibilità di ottenere nuovamente uno scranno al Mezzabarba. Un recupero voti scattato subito dopo la verbalizzazione dei dati lo scorso giugno: dalla trasmissione dei fonogrammi dai seggi alla certificazione dell’ufficio elettorale Gimigliano aveva infatti perso ben nove voti. Una discrepanza riscontrata da numerosi candidati di tutte le liste. Tra questi anche Luigi Greco che dai 269 voti iniziali era però passato a 279. Un balzo in avanti come nessun altro tra i papabili consiglieri. Ma l’ex capo di Gabinetto ha rinunciato alla battaglia legale per riottenere il presunto maltolto, anzi. Interrogato sui ricorsi, ha detto chiaramente che la partita elettorale, almeno per lui, è finita a giugno. Sono disponibile anche ad eliminarmi dall’elenco così Gimigliano non dovrà più spendere tutti quei soldi in avvocati, il giudizio netto dell’ex capo di gabinetto di Alessandro Cattaneo.