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Lavoratori della Provincia, futuro in bilico: Bosone incontra i dipendenti

Dopo l'allarme ora bisogna trovare le soluzioni. La riforma Delrio entrerà ufficialmente in vigore entro il 1° gennaio 2015, ma a dire che l'abolizione delle province è cosa fatta suona come un'assurdità. C'è ancora tanta, troppa confusione attorno a un tema che doveva essere uno dei cavalli di battaglia del governo Renzi, confusione che non aiuta né gli amministratori né i cittadini coinvolti. Nelle scorse ore il sottosegretario agli Enti locali di Regione Lombardia Daniele Nava ha annunciato che potrebbero non eserci più i soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti delle province. Una dichiarazione che ha scatenato le proteste dei lavoratori, scesi in piazza un po' ovunque. 2800 odipendenti a rischio solo in Lombardia, circa 200 quelli pavesi. Ieri l'ultimo incontro in Regione, dove si è sottoscritto assieme ai sindacati una prima intesa che darà il via anche a un tavolo di lavoro per seguire i prossimi passaggi. Oggi a Pavia l'assemblea alla sala dell'annunciata dove il presidente Bosone ha ripercorso le tappe della riforma e ha annunciato i possibili sviluppi. In questa fase la provincia si troverebbe costretta a ridurre del 50% il personale. I dipendenti in uscita, spiega Bosone, rimarrebbero comunque in carico all'ente che tuttavia non ha i soldi per pagarli. Dove si troveranno le coperture per la riforma ancora non si sa, così come non è ancora chiaro chi svolgerà le funzioni che un tempo erano delle province. Una situazione assurda, conclude Bosone, che ci auguriamo governo e regione riescano a risolvere nei prossimi giorni.