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Pavia, furti di rame: arresti e sequestri, maxi operazione

Una vera e propria organizzazione criminale, cui facevano parte anche quattro imprenditori, dedita al furto e al riciclaggio di rame. Sono dieci gli ordini di custodia cautelare emessi dalla procura di Pavia nei confronti di quattro italiani e sei romeni. Nel corso dell'operazione, ribattezzata «Waste Red and Gold», sono stati sequestrati anche quattro siti, uno dei quali nel piacentino, che servivano a ripulire la refurtiva e a reinserirla nel mercato a prezzi fortemente concorrenziali, trattandosi di materiale rubato.
Le accuse vanno dalla ricettazione al riciclaggio fino alla gestione illecita di rifiuti speciali e pericolosi. La base operativa della banda era a Monticelli Pavese, in un deposito di proprietà di un 47enne, Fabio Luca Loda, la mente dell’organizzazione, secondo quanto appurato dagli investigatori. L'operazione era partita nell'aprile del 2013: attraverso intercettazioni, pedinamenti e filmati, gli uomini della forestale sono riusciti a ricostruire tutti le connessioni tra i vari soggetti: le bande di rom operavano sul territorio e facevano riferimento a loro responsabili che portavano il rame rubato al deposito della Loda Srl. Qui il materiale veniva ripulito e spedito a due società di Pieve Emanuele, la Somea e la Cosmital, che a loro volta lo rivendevano ad altre aziende con un sistema di falsi documenti e fatture gonfiate. Il rame rubato veniva pagato a inizialmente uno o due euro al chilo alle bande rom, mentre gli imprenditori italiani, rivendendolo, arrivavano a guadagnare fino a cinque volte tanto.
La base operativa della banda, come detto, era in un deposito di demolizione auto illegale a Monticelli Pavese, prima sequestrato e poi confiscato nel 2005, ma ancora operativo. Per questo motivo anche il sindaco Enrico Berneri e il comandante della polizia locale sono stati raggiunti da un avviso di garanzia per le presunte responsabilità legate proprio al mancato controllo dei beni confiscati.