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Omicidio di Pavia: l’ultimo saluto a Enrico

Solo il silenzio e la commozione di amici e parenti accompagnano la salma di Enrico Marzola nel tragitto al di fuori dalla chiesa parrocchiale di Cava Manara. Una cerimonia partecipatissima quella di questo pomeriggio, per dare l'ultimo saluto alla vittima dell'omicidio di via Saragat. Enrico Marzola, 49 anni, ha avuto la sfortuna di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato quando la furia omicida dell'ex collega Diego Soffientini lo ha sorpreso in quel capannone a poca distanza da viale Lodi. Il presunto killer, che al momento non ha ancora confessato e che in tutti gli interrogatori si è avvalso della facoltà di non rispondere, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Contro Soffientini c’è però un’indizio che gli inquirenti considerano «schiacciante»: quando l’uomo è stato fermato, sulla strada tra Copiano e la frazione Calignano di Cura, dove il 43enne risiede con la madre, aveva con sè una pistola 38 special. Un’arma del tutto compatibile con i bossoli ritrovati sul luogo del delitto dove Enrico Marzola, dipendente delle pompe funebri Marazza, era andato a parcheggiare il furgone della ditta. Le eventuali responsabilità del 43enne andranno dimostrate nel processo. Oggi, per chi conosceva Enrico, è stato il giorno del commiato. Un lungo silenzio per ricordare un uomo strappato ai suoi cari senza un perchè a 49 anni.