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Pavia, minori stranieri: i numeri di un’emergenza

Dopo il primo contatto a Milano di un mese fa, è toccato al Console egiziano toccare con mano la situazione sul territorio. L’invito nella commissione dedicata ai servizi sociali per affrontare insieme il problema dei minori stranieri non accompagnati si è conclusa con l’impegno di maggioranza e minoranza di redigere un ordine del giorno che sensibilizzi il governo centrale.Sono i 74 minori stranieri arrivati a Pavia da giugno a settembre contro i soli 7 dello stesso periodo del 2013: basterebbe solo questo dato per capire come tema da piccolo problema si sia trasformato in emergenza vera e propria, sia da un punto di vista gestionale che economico per le casse comunali.A fronte dei 200mila euro investiti, il Comune di Pavia ha infatti avuto un rimborso di soli 19mila euro da parte del Ministero. Se i numeri dovessero restare quelli attuali l’esborso annuo sarebbe addirittura di 900mila euro circa.Una problematica complessa che parte in partiolcare da due città egiziane, realtà di povertà estrema, e si ricollega al racket dell’immmigrazione.Per questo motivo il rimpatrio assistito, nel caso specifico, è una soluzione da escludere per il comune. Fondamentale invece per l’amministrazione sarebbe invece l’aiuto della Prefettura.Punta invece sullo strumento del rimpatrio assistito l’opposizione di centrodestra.Al 30 settembre il numero di questi ragazzi è sceso a 51: 31 alloggiano presso il villaggio San Francesco mentre i restanti 20 in comunità. Un calo che si spiega con il ritorno di alcuni di loro ai comuni che li avevano presi in carico per primi e che hanno quindi responsabilità diretta della loro tutela. Una possibile soluzione, insiste Elena Madama Presidente della commissione dei servizi sociali, va ricercata negli affidi omoculturali.