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Pavia dice sì alla trascrizione dei matrimoni gay

Il consiglio comunale di Pavia dice si alla trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero, spaccando in due la città. Si tratta in realtà di una richiesta di chiarimenti al Ministero degli Interni più che un’adesione ufficiale alle unioni gay ma rappresenta comunque una vittoria per il Movimento 5 Stelle e per l’arcigay pavese, presente al mezzabarba fino a notte inoltrata. Una mozione passata con il voto contrario dell’opposizione di centrodestra e quello favorevole della maggioranza. Siamo d’accordo sulla volontà di chiedere un impegno concreto al Parlamento, ha affermato il capogruppo del Pd Ottini, al fine di risolvere un problema evidente di interpretazione della norma che ha già investito altri comuni. Duro invece l’ex sindaco Cattaneo che ha invitato i democratici a fare outing e esprimendo liberamente il proprio pensiero invece di nascondersi dietro la bandiera ideologico di uno strumento che non darà alcun nuovo diritto alla comunità gay pavese. Spaccatura in consiglio, dunque, ma anche nella cosiddetta società civile. Da un alto c’è infatti la soddisfazione dell’arcigay. Di tutt’altro avviso invece la posizione dell’associazione di area cattolica delle Famiglie Numerose secondo cui questa votazione aprirà la porta alla richiesta di sempre maggiori diritti da parte della comunità gay pavese.