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Pavia, presidenza commissione di garanzia: il consiglio si spacca

Il consiglio si spacca sulla presidenza della commissione di garanzia e si prende 24 ore di riflessione per procedere alla votazione. Una divergenza di opinioni esplosa con forza soprattutto nel Partito Democratico. Ben cinque consiglieri più il sindaco avrebbero voluto sostenere infatti l’autocandidatura del 5 stelle Polizzi andando contro la linea della maggioranza del gruppo, pronta invece a votare il nome di Adenti, indicato dagli undici consiglieri del centrodestra.
Una mancanza di condivisione che ha costretto i democratici a rifugiarsi in calcio d’angolo facendo leva sulla giurisprudenza delle precedenti votazioni. Succede allora che a notte fonda, intorno alle due del mattino, il Pd dichiara di non voler partecipare alla votazione.Un unico nome che deve essere indicato, da regolamento, dalle minoranze. Ma il centrodestra non ci sta e attacca:e qui si consuma il pasticcio dei democratici. Il corto circuito che blocca la seduta ed espone la maggioranza alla critica feroce dell’opposizione. Il gruppo del Pd conferma di non voler partecipare al voto ignorando che tale scelta rende impossibile la prosecuzione dei lavori dell’assemblea.Solo a questo punto i consiglieri del Pd capiscono che l’unica via d’uscita è far mancare il numero legale rimandando così alla seconda convocazione la prosecuzione dei lavori.