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Filippi: “Io eminenza grigia? Non me ne vergogno”

Abito scuro, cravatta blu e i soliti modi decisi. Si è presentato così Ettore Filippi alla conferenza stampa convocata per dare la sua versione dei fatti sul caso giudiziario che l'ha visto scontare 30 giorni di arresti domiciliari. Filippi è accusato di corruzione dalla procura di Pavia, che contesta all'ex vicesindaco di avere preso mazzette dall’imprenditore Dario Maestri per sveltire alcune operazioni immobiliari, in particolare per Cascina Scova. "Una sanatoria che è stata portata avanti da due giunte e dal commissario prefettizio ma per la quale sono stato accusato solo io"  la replica di Filippi.

L'ex vicesindaco, a ruota libera, ha affrontato tutti i passaggi contestati dalla procura. Dalle presunte tangenti, soldi che Filippi afferma di non aver mai visto, al suo ruolo attivo all'interno delle giunte che si sono succedute a Palazzo Mezzabarba. "Se la procura mi ritene l'eminenza grigia di questa politica cittadina non me ne vergogno" ha continuato il fondatore di Rinnovare Pavia, "e il giorno in cui sarò assolto sarà un fatto positivo. Ora voglio un processo rapido per dimostrare la mia innocenza".